ora et… labora
Campana
“L’uso delle campane a scopo liturgico è antichissimo e molto diversificato nelle forme. Un uso più generalizzato prese l’avvio dal sec. XIII. Lo scopo principale è quello di convocare l’assemblea liturgica. Altri scopi sono: l’annuncio e l’accompagnamento funebre, l’invito alla preghiera, per esempio all’Angelus Domini al mattino, a mezzogiorno e alla sera all’imbrunire, dato da una campana, o nelle feste da più campane; sottolineare alcuni momenti della celebrazione festiva (Sanctus Benedizione Eucaristica, ecc…).
Sono noti alcuni versetti che riguardano la campana:
| Laudo Deum verum Plebem voco Convoco clerum Defunctos ploro Fulgura arceo Festa decoro. | Lodo il vero Dio Chiamo il popolo Raduno il clero I morti piango Allontano le folgori Le feste decoro. |
(N. Gando, Piccola guida alla liturgia, p.23 ed. Messaggero Padova).
Non anteporre nulla all’Opera di Dio
Quando san Benedetto dice di non anteporre nulla all’Opera di Dio, all’Ufficio divino, lo dice a conclusione della descrizione di una scena di vita monastica: Quando è l’ora dell’Ufficio divino, appena si udrà il segnale, si lasci tutto quanto si ha tra mano e si accorra con la massima sollecitudine, ma sempre con gravità, per non offrire occasione alla distrazione (RB 43,1-2).
Un fratello batte il segnale. dando colpi su pezzi di legno, o di metallo, oppure, (una chiesa nella campagna di Eritrea), su pietre sospese a delle corde che, battute con un sasso, erano molto sonore. Al segnale tutti i monaci che da ogni luogo e occupazione, lasciato lì l’utensile adoperato, si affrettano verso l’oratorio del monastero. Tutta la realtà che circonda l’oratorio non è abbandonata, data alle fiamme, ma rimane come in attesa del ritorno dei monaci dopo l’Ufficio, quando dall’ oratorio si verificherà il movimento inverso. Dopo il movimento centripeto ci sarà l’irradiamento centrifugo. I monaci, dopo la liturgia comune, sono invitati nel capitolo 52 della Regola a uscire in silenzio, carichi però di senso della presenza di Dio: habeatur reverentia Deo – si mantenga un profondo rispetto per Dio (RB 52,2). (La liturgia, centro della vita monastica, Convegno a Lilienfeld:
27-30 settembre 2018 Dom Mauro-Giuseppe Lepori, Abate generale OCist
