BATTESIMO DEL SIGNORE 2025
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 2,11-22
COME DEBBA ESSERE L’ABATE
Quando dunque uno viene costituito abate, deve formare i suoi discepoli con un duplice insegnamento: indicare cioè più con i suoi atti che mediante i discorsi, tutto ciò che è buono e santo. Ai discepoli in grado di comprendere egli spiegherà con la parola i comandamenti del Signore, mentre ai duri di cuore o intellettualmente meno dotati, insegnerà con il suo stesso esempio. Tutto ciò che avrà indicato ai suoi discepoli come non buono, dimostri con la propria condotta che non bisogna compierlo, perché non gli accada di venire lui stesso squalificato, dopo aver predicato agli altri; e perché un giorno, a causa dei suoi peccati, il Signore non debba dirgli: Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle? E ancora: Tu osservavi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, ma non ti sei accorto della trave che era nel tuo. L’abate non faccia distinzione di persone in monastero. Non ami uno più dell’altro, pur compiacendosi di chi è migliore per l’ardore nelle buone opere e per l’obbedienza. Non anteponga mai il nobile a chi è entrato in monastero venendo dalla condizione di schiavo, salvo il caso che vi sia un altro giusto motivo per farlo. E se, per esigenza di giustizia, l’abate decide di promuovere un fratello, egli lo faccia prescindendo dalla considerazione della classe sociale cui il monaco apparteneva. Per il resto, ciascuno tenga il proprio posto, perché schiavi o liberi, tutti siamo uno in Cristo e servendo l’unico Signore, siamo tutti sottoposti alla stessa disciplina. Infatti presso Dio non c’è parzialità; l’unico titolo di merito che possiamo avere per distinguerci ai suoi occhi è questo: essere migliori degli altri nel compiere il bene e vivere nell’umiltà. Uguale per tutti sia dunque la carità dell’abate, e unico il criterio nelle sue disposizioni, tenendo conto di quanto ciascuno merita.
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