II DOMENICA T.A. anno A 2025
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 55, 1-14
GLI ABITI E LE CALZATURE DEI MONACI
Ai monaci si diano abiti secondo i luoghi in cui risiedono e le condizioni del clima; infatti nelle regioni fredde è necessario coprirsi di più che in quelle calde. Giudicare e decidere in proposito spetta all’abate. Riteniamo, tuttavia, che nelle regioni a clima temperato siano sufficienti a ciascun monaco una tunica e un mantello con cappuccio; questo sia di pelo, per l’inverno, di stoffa liscia o consumata, per l’estate; inoltre, lo scapolare per il lavoro, sandali e scarpe come calzature. I monaci non si preoccupino del colore e della qualità di questi capi di vestiario, ma ricevano in uso ciò che si può trovare più facilmente e a minor prezzo nella regione in cui abitano.
L’abate, invece, ponga attenzione perché i vestiti non siano troppo corti per chi li deve usare, ma di giusta misura. Quando ricevono indumenti nuovi, i monaci restituiscano sempre quelli usati, da conservare nel guardaroba per i poveri. È infatti sufficiente che ogni monaco abbia due tuniche e due mantelli con cappuccio, in modo da avere il cambio per la notte e poterli lavare. Tutto ciò che è in più è superfluo, quindi deve essere tolto. Allo stesso modo, quando ricevono scarpe nuove o qualsiasi altra cosa, i monaci restituiscano quelle già usate. I monaci mandati in viaggio ricevano dal guardaroba un paio di calzoni che, al ritorno, dovranno restituire puliti. Anche i mantelli con cappuccio e le tuniche che indossano per viaggiare siano migliori di quelli ordinari: li ricevano dunque dal guardaroba e, al ritorno, li restituiscano.
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