II DOMENICA T.P. ANNO A 2026
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PENSIERO DELLA MADRE
RB 58,17-29
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ITINERARIO PER L’INCORPORAZIONE DEI FRATELLI NELLA FAMIGLIA MONASTICA
Il novizio che deve essere accolto prometta nell’oratorio, alla presenza di tutti, stabilità, conversione di vita e obbedienza. L’impegno è preso di fronte a Dio e ai suoi santi perché se in futuro agirà diversamente sarà condannato da Colui del quale si fa gioco. Metta per iscritto questa la sua professione fatta nel nome dei santi di cui nell’oratorio si conservano le reliquie e nel nome dell’abate presente. La scriva di sua propria mano o, se è analfabeta, chieda che un altro gliela scriva ed egli vi apponga, come firma, un segno. Di sua mano poi la deponga sull’altare. Fatto questo, il novizio intoni subito il versetto: Accoglimi, Signore, secondo la tua parola, e avrò vita; non deludermi nella mia speranza. Tutta la comunità riprenda per tre volte questo versetto e vi aggiunga infine il «Gloria al Padre». Allora il neo-professo si prostri ai piedi dei singoli fratelli chiedendo che preghino per lui. E da questo giorno sia considerato membro effettivo della comunità. Se egli possiede dei beni, li distribuisca ai poveri, oppure, con atto legale di donazione, li ceda al monastero, nulla riservando per sé, poiché sa di non essere ormai più padrone nemmeno del proprio corpo. Subito, dunque, lì nell’oratorio, sia spogliato dei propri abiti e rivestito con quelli del monastero. Gli indumenti di cui è stato spogliato siano però conservati nel guardaroba, perché se un giorno, cedendo alle suggestioni del maligno, egli dovesse – ma non sia mai! – abbandonare la vita monastica, gli si tolgano gli abiti del monastero e lo si faccia uscire con le sue vesti proprie. In tal caso non gli sia invece restituita la scheda di professione che l’abate aveva preso dall’altare; essa sarà sempre conservata in monastero.
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