II DOMENICA DOPO NATALE – ANNO A – 2026

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PENSIERO DELLA MADRE

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Munìti, dunque, di una fede robusta e comprovata dal compimento delle buone opere, procediamo sulle sue vie, sotto la guida del Vangelo, per meritare di vedere Colui che ci ha chiamati al suo regno. Se vogliamo abitare nella dimora di questo regno, dobbiamo però sapere che non vi si può affatto arrivare senza correre con ardore nel compiere il bene. Ma interroghiamo il Signore stesso e insieme con il profeta chiediamogli: Signore, chi abiterà nella tua tenda, chi riposerà sulla tua santa montagna? E dopo aver posto questa domanda, ora, fratelli, ascoltiamo il Signore che ci risponde. Ecco, egli ci mostra il cammino per arrivare a quella dimora dicendo: Chi cammina senza colpa e agisce con giustizia; chi ha la verità nel suo cuore; chi non dice calunnia con la lingua, non fa danno al suo prossimo e non lancia insulto al suo vicino; chi, tentato dal maligno, il diavolo, subito lo respinge lontano dallo sguardo del suo cuore insieme con le sue suggestioni, lo riduce al nulla e, afferrando i suoi piccoli, li spezza contro la pietra che è Cristo. Sì, a quella dimora giungeranno coloro che, pervasi dal timore di Dio, non si inorgogliscono per la loro esatta osservanza, ma, consapevoli che quanto c’è in loro di buono è unicamente frutto della grazia divina, magnificano il Signore che opera in loro, e dicono con il profeta: Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, così come pure l’apostolo Paolo non si attribuiva alcun merito della sua predicazione, ma piuttosto affermava: Per grazia di Dio sono quello che sono; e inoltre: Chi si vanta, si vanti nel Signore.


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