III DOMENICA T.P. ANNO A 2026
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PENSIERO DELLA MADRE
RB 63,10-19
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L’ORDINE DELLA COMUNITÀ
I giovani abbiano dunque venerazione per i loro anziani; gli anziani amino con predilezione i giovani. Nel chiamarsi a vicenda, nessuno si permetta di usare il semplice nome: gli anziani chiamino «fratelli» i giovani, e i giovani si rivolgano ai loro anziani usando l’appellativo «nonni», che equivale a «reverendo padre». L’abate, che nel monastero fa le veci di Cristo, sia chiamato «signore e abate», non perché egli se ne arroghi il titolo, ma per onore e amore a Cristo. Da parte sua però egli vi pensi e cerchi di rendersi degno di un così grande onore. Ogni volta che i fratelli si incontrano, il più giovane saluti chiedendo la benedizione dell’anziano. Al passaggio di un anziano, il giovane si alzi e gli ceda il suo posto a sedere, né si permetta di accomodarsi di nuovo senza il cenno dell’anziano. Così si metterà in pratica la parola: Gareggiate nello stimarvi a vicenda. I fanciulli e gli adolescenti stiano in buon ordine al loro posto nell’oratorio e a mensa, e quando si trovano in qualunque altro luogo, abbiano sempre qualcuno che vigili su di loro fino all’età del discernimento.
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