IV DOMENICA T.Q. ANNO A 2026

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PENSIERO DELLA MADRE

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RB 36

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I FRATELLI MALATI

Prima di tutto e soprattutto ci si deve prendere cura dei fratelli malati, servendoli veramente come Cristo in persona, poiché egli stesso dice: Ero malato e mi avete visitato, e: Quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. I malati, da parte loro, siano consapevoli di essere serviti in onore a Dio, e quindi non contristino con superflue esigenze i fratelli che li assistono. Bisogna tuttavia sopportarli con pazienza senza limiti, perché proprio per mezzo loro si acquista una più grande ricompensa. L’abate sia quindi estremamente attento a provvedere che i malati non subiscano qualche trascuratezza. I fratelli malati dimorino in un locale proprio riservato a loro e abbiano a disposizione un fratello infermiere pieno di timor di Dio, attento e premuroso. Si offra ai malati l’uso dei bagni, quante volte è necessario; ai sani e soprattutto ai giovani, lo si conceda invece con minore frequenza. Inoltre, ai malati molto indeboliti si conceda l’uso delle carni per rimettersi in forze, ma appena si saranno ristabiliti, tutti si astengano dalle carni, secondo l’uso consueto. L’abate dunque, vigili attentamente perché i malati non vengano trascurati dal cellerario o dagli infermieri; è lui, infatti, il primo responsabile di ogni mancanza dei suoi discepoli.


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