IV DOMENICA T.A. ANNO C
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 65,1-10
IL PRIORE DEL MONASTERO
Accade spesso che l’elezione del priore sia causa di gravi scandali in monastero. Vi è infatti chi, gonfio dello spirito maligno di superbia, quasi considerandosi un secondo abate ed esercitando una vera e propria tirannide, fomenta scandali e provoca divisioni in seno alla comunità. Questo accade soprattutto là dove il priore viene nominato dallo stesso vescovo o dagli stessi abati che eleggono anche l’abate. Si comprende facilmente l’assurdità di tale procedimento che offre al priore un incentivo ad insuperbirsi fin dal primo momento della sua nomina. Infatti egli pensa tra sé di essere esente dall’autorità del suo abate, poiché «anche tu – gli si va insinuando – sei stato scelto da quelli che hanno eletto lui». Ne derivano invidie, contese, maldicenze, rivalità, dissensi e disordini, per cui, mentre l’abate e il priore dissentono tra loro, inevitabilmente ne subiscono essi stessi detrimento spirituale e inoltre anche i fratelli loro affidati, parteggiando per l’uno o per l’altro, vanno in rovina. I maggiori responsabili di questa grave situazione sono proprio coloro che – seguendo quella prassi di elezione – hanno causato il disordine.