VI DOMENICA T.P. anno C 2025

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PENSIERO DELLA MADRE

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RB 6

L’AMORE AL SILENZIO

Facciamo quel che dice il profeta: Ho detto: veglierò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua. Ho posto un freno alla mia bocca. Ho taciuto e mi sono umiliato, ho evitato persino di parlare su cose buone. Così dicendo il profeta ci mostra che se, per amore del silenzio, è bene talora astenersi dal parlare di cose buone, tanto più, per evitare la pena del peccato, ci si deve astenere dai discorsi cattivi. Per custodire dunque pienamente la gravità del silenzio, non si conceda che raramente, e soltanto ai discepoli spiritualmente più maturi, il permesso di parlare, sia pure di cose buone, sante e tali da edificare. Sta scritto infatti: Nel molto parlare non eviterai il peccato, e altrove: Morte e vita sono in potere della lingua. Parlare e insegnare è compito del maestro; tacere e ascoltare, invece, si addice al discepolo.

Pertanto, quando si ha qualcosa da domandare a un superiore, lo si faccia con tutta umiltà e rispettosa sottomissione. Le buffonerie poi, le parole vane e volgari che possono incitare al riso smodato, le escludiamo per sempre e nel modo più assoluto da tutto l’ambito del monastero, e non permettiamo che il discepolo apra la bocca a così indegne espressioni.


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