XI DOMENICA T.O. ANNO A 2026

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PENSIERO DELLA MADRE

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RB 11

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LE VIGILIE DELLA DOMENICA

La domenica, per celebrare le Vigilie si anticipi un poco l’ora della levata. Anche per queste Vigilie si osservi la norma già stabilita, ossia: cantati sei salmi e il versetto, tutti si siedano con ordine, ciascuno al suo posto, per ascoltare le quattro letture e i relativi responsori. Soltanto all’ultimo di questi il cantore aggiunga il «Gloria», e appena lo intona, tutti si alzino in piedi con riverenza. Alle letture seguano altri sei salmi, secondo l’ordine, anch’essi con le loro antifone, e il versetto. Si facciano quindi altre quattro letture con i loro responsori, come già sopra stabilito. Si intonino poi tre cantici dei Profeti, scelti dall’abate, da cantarsi con l’«Alleluia». Dopo il versetto e la benedizione dell’abate, si proclamino altre quattro letture, prese dal nuovo Testamento, secondo le modalità già fissate. Concluso il quarto responsorio, l’abate intoni l’inno «Te Deum laudamus», quindi egli stesso legga la pericope del Vangelo, mentre tutti ascoltano stando in piedi, con rispetto e pervasi di sacro timore. Al termine tutti rispondano «Amen», e l’abate intoni l’inno «Te decet laus». Dopo la benedizione conclusiva, si dia subito inizio alla celebrazione delle Lodi. Queste disposizioni per le Vigilie domenicali si osservino sia nella stagione estiva che in quella invernale. Nel caso che i fratelli – ma non sia mai! – ritardassero la levata, si dovranno abbreviare le letture o i responsori. Si abbia però la massima cura perché ciò non accada; e quando dovesse accadere, il fratello responsabile del ritardo ne faccia una pubblica e adeguata penitenza davanti a Dio, nell’oratorio.


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