XVI DOMENICA T.O. ANNO A 2026
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 40
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LA MISURA DEL BERE
Ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Perciò ci sentiamo un po’ perplessi nel determinare la misura del vitto per gli altri. Tuttavia, considerando le necessità dei più deboli, crediamo sia sufficiente per ciascuno una emina di vino al giorno. I fratelli, però, che per dono di Dio riescono ad astenersene, sappiano che ne riceveranno una particolare ricompensa.
Qualora le condizioni del luogo o il lavoro o il caldo dell’estate ne richiedessero di più, l’abate ne potrà dare un supplemento facendo però sempre attenzione ad evitare che subentri la sazietà o l’ebbrezza. A dire il vero, leggiamo che il vino non è affatto per i monaci, ma poiché è impossibile convincere di questo i monaci del nostro tempo, conveniamo almeno sulla necessità di essere sobri, evitando di bere fino alla sazietà; infatti il vino fa traviare anche i saggi. Là dove le condizioni del luogo fossero tali da non potersi procurare nemmeno la quantità di vino sopra stabilita, ma molto meno o niente del tutto, i fratelli che vi abitano benedicano Dio e non mormorino. Questo soprattutto raccomandiamo: si guardino bene dal mormorare.
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