XX DOMENICA T.O. anno C 2025
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 62
I SACERDOTI DEL MONASTERO
Se un abate vuole far ordinare un sacerdote o un diacono per il monastero, scelga fra i suoi monaci uno che sia degno di esercitare il sacerdozio. Chi viene ordinato si guardi dall’autoesaltazione e dalla superbia e non presuma di fare alcuna cosa senza l’ordine dell’abate, ben sapendo di dover essere ancor più sottoposto alla Regola. Il sacerdozio non gli diventi un pretesto per sottrarsi all’obbedienza e alla disciplina regolare, anzi, egli progredisca sempre più nella ricerca di Dio.
Se ne stia sempre al suo posto d’ingresso in monastero, salvo quando compie il servizio dell’altare o nel caso in cui, per elezione della comunità e per volontà dell’abate, sia stato riconosciuto meritevole di un posto più elevato. Allora però sappia che valgono anche per lui le norme stabilite per i decani e i priori. Se egli osa comportarsi diversamente, non sia più considerato come sacerdote, ma come ribelle. E se dopo molti avvertimenti non si correggerà, si faccia intervenire, come testimone, anche il vescovo. Nel caso non si correggesse neppure così e le sue colpe diventassero note a tutti, lo si allontani dal monastero. A questa decisione estrema si arrivi però soltanto se egli ostinatamente rifiuta di sottomettersi e di obbedire alla Regola.
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