XXI DOMENICA T.O. ANNO A 2026
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PENSIERO DELLA MADRE
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RB 65, 11-22
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IL PRIORE DEL MONASTERO
Riteniamo perciò necessario – per salvaguardare la pace e la carità – far dipendere unicamente dall’abate tutta l’organizzazione del suo monastero. Se è possibile, i vari servizi del monastero siano organizzati per mezzo di decani – come sopra abbiamo detto – secondo le disposizioni dell’abate. Distribuiti così tra molti gli incarichi, nessuno avrà motivo di montare in superbia. Tuttavia, se la situazione locale lo rende necessario, e perciò la comunità ne fa umile e ragionevole richiesta, e anche l’abate lo ritiene opportuno, questi, dopo essersi consigliato con fratelli timorati di Dio, scelga chi vuole ed egli stesso se lo costituisca priore. Da parte sua, il priore compia con tutta umiltà ciò che gli viene comandato dall’abate, e non faccia nulla contro la sua volontà o le sue disposizioni, ben sapendo che quanto più è messo al di sopra degli altri, tanto più deve essere sollecito nel sottomettersi alla Regola. Se accade che il priore si mostra vizioso o preso dall’orgoglio a motivo della sua carica o addirittura dispregiatore della S. Regola, sia ammonito fino a quattro volte. Se non si corregge venga sottoposto alle punizioni previste dalla Regola stessa; ma se neppure in questo modo si ravvede, sia deposto dalla carica di priore e sostituito da un altro che ne sia degno. E se in seguito non starà quieto e obbediente in seno alla comunità, sia espulso dal monastero. L’abate però pensi sempre che deve rendere conto a Dio di tutti i suoi giudizi, e vigili perché non gli divampi nell’anima la fiamma dell’invidia e della gelosia.
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