«Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a Te, o Dio!»

(Sal 41)

Il 4 settembre 2021
terminati i I Vespri della Domenica
a 80 anni di età e 57 di vita monastica,
è entrata nel Giorno Eterno

La nostra sorella Sr. Maria Giovanna Mezzapesa era nata a Putignano (BA) il 24 narzo 1941 da una famiglia povera di mezzi, ma ricca di sentimenti religiosi, che viveva lavorando in campagna. Angela – questo il suo nome di battesimo – era la maggiore di tre figli. Cresceva come una bambina semplice e trascorreva il suo tempo tra casa, scuola e parrocchia. La sua famiglia aveva bisogno del suo aiuto per mantenersi: già a 15 anni iniziò a lavorare presso una Ditta di confezioni: cuciva a macchina gli indumenti, specializzandosi bene in questo lavoro. Ma al centro del suo cuore c’era il Signore, tanto che desiderò di consacrare a Lui tutta la sua vita. Il suo Parroco, che conosceva la vita della nostra Beata Beatrice II d’Este e le origini della sua mamma, Giovanna di Puglia, la indirizzò al nostro Monastero, dove già erano entrate altre giovani del suo paese. E così, stupendosi di sé stessa, lei che si muoveva poco da casa, quasi da sola venne dalla Puglia fino a noi. Fece il suo ingresso in Comunità il 2 ottobre del 1962 proseguendo il cammino monastico nei tempi regolari: la vestizione l’8 ottobre 1963, la Professione Temporanea il 22 agosto 1964 e quella Solenne alla stessa data nel 1967. Non ebbe mai ripensamenti. Si affezionò a questa terra, ma se si nominava qualche luogo della Puglia, allora il suo viso si illuminava di un grande sorriso!
La sua natura era tranquilla, poco scattante, ma generosa e tanto buona. Desiderò e ricevette il nome di Sr. M. Giovanna in ricordo del Papa Buono. Dotata di una bella voce, è sempre stata un valido sostegno per il Coro. Cantava sempre, cantava tutto, anche le parti che non le toccavano. L’amore al Coro era tale, che le prime manifestazioni del decadimento cognitivo di cui ha sofferto, furono proprio la grande ansia di scrivere le indicazioni per la Liturgia delle Ore e della S. Messa, oltre a chiedere dove erano le sue scarpe e la tonaca da Coro.
In Comunità ha aiutato in Infermeria; nel tempo libero da questo incarico, metteva a servizio la sua abilità nel cucire a macchina. Quando non è stato più necessario il suo servizio presso le malate, ha aiutato in Guardaroba e in Sartoria. Poi, un’iniziale malattia di Alzheimer, ha richiesto la sospensione da ogni lavoro. Poteva comunque continuare a recitare il S. Rosario: era grande la sua devozione alla Madonna! Di carattere gioviale e allegro, pativa a stare da sola. Negli ultimi mesi di vita quando ormai con fatica riusciva a parlare, sapeva ancora dire: non lasciatemi sola! Espansiva, rispondeva all’affetto che poteva ricevere, con un sorriso da bambina. Anche se ascoltava tutta la liturgia per collegamento, le pesava tanto non poter essere presente in Coro. Educata monasticamente ad una obbedienza consapevole e rispettosa – che pure le costava – in ogni cosa, anche ultimamente quando era allettata, con pronta spontaneità, quando le si chiedeva cosa preferisse, sempre rispondeva: ‘come vuole la Madre, come volete voi’.
Negli ultimi tempi pregava recitando ‘L’eterno riposo’ per sé stessa, poiché diceva: ‘voi non avrete tempo di pregare per me’. E quando, per ridere, le si domandava dove voleva essere sepolta, rispondeva: ‘non vi preoccupate, vado nell’urna insieme alla Beata’.
Nei giorni della sua malattia quando la Madre le chiedeva: ‘cosa dice a Gesù’, rispondeva: ‘pensaci Tu!’ Guardava le sorelle che andavano a trovarla fissandole con i suoi grandi occhi scuri e a tutte diceva: ‘Tu sei bella!’ e se le si domandava perché, rispondeva: ‘perché sei di Gesù.’
Ha vissuto la sua malattia con una mitezza e rassegnazione tanto edificanti, senza un lamento, ma sempre ringraziando per quanto riceveva. Come ci aveva chiesto, negli ultimi giorni le siamo state accanto giorno e notte mentre lei teneva fissi i suoi grandi occhi su di noi. Ora dal Cielo vegli lei sulla Comunità che tanto ha amato. Riposi in pace.

La Madre Abbadessa e la Comunità
Ferrara, Monastero «Sant’Antonio Abate», 5 settembre 2021