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Vita della Beata Beatrice II d’Este

La Cappella della Beata

Beatrice II d’Este nasce nel 1226, nel castello di Calaone sui colli Euganei, da Azzo VII d’Este e Giovanna di Puglia.
Nel 1233 a soli sette anni perde la madre e dopo poco, la cugina Beatrice, già regina d’Ungheria, alla quale era profondamente legata.
Beatrice cresce insieme alla sorelle minori Cubitosa e Costanza, accanto alla nuova moglie di Azzo VII, la dolce e pia Mabilia. In un ambiente familiare in cui il richiamo alla fede è quanto mai profondo, nasce in Beatrice il desiderio di consacrare tutta la sua vita a Dio.
Dopo aver trascorso un periodo di solitudine e di meditazione in una villa di famiglia situata sull’isola che il Po di Volano formava a est di Ferrara, detta di San Lazzaro, riesce a convincere il padre – che aveva per lei altri progetti – a consentire al suo desiderio di farsi monaca. Insieme alla fedele damigella Meltruda, che vuole condividere con lei quella scelta di vita, Beatrice si trasferisce presso il monastero di Santo Stefano della Rotta di Focomorto, vicino a Ferrara.
Il 26 giugno 1254 Beatrice e Meltruda si consacrano al Signore con la Professione religiosa.
Nel 1255 Papa Innocenzo IV assegna loro la Regola di San Benedetto, senza riuscire a promulgare il Breve di approvazione. Dopo la sua morte, sarà Papa Alessandro IV nel 1256 ad assegnare definitivamente alla Comunità la Regola di San Benedetto.
In breve tempo altre giovani si uniscono alla Comunità, che deve pensare a trasferirsi in un ambiente più adatto. Nel 1257 le Monache acquistano il Monastero di Sant’Antonio in Polesine dai monaci agostiniani appena trasferiti altrove. Qui Beatrice si dedica alla preghiera, alla cura delle sorelle, dei bisognosi che bussano alla porta del Monastero. Manifesta un particolare amore per Gesù Crocifisso e alle sue Cinque Sante Piaghe: per questo è spesso raffigurata mentre lo contempla tenendolo tra le mani. Per la sua grande umiltà, mai acconsente di essere nominata Abbadessa.
Le lunghe veglie di preghiera, i digiuni, il sacrificio continuo, indeboliscono la sua salute.
Il 18 gennaio 1262 Beatrice muore e il suo corpo è deposto nell’angolo del Chiostro, ove si trova tuttora. Inizia così il culto da parte dei fedeli: come in vita la fama della sua generosità e della sua carità era tanto viva, così alla sua morte un alone di santità la avvolge. Il suo corpo rimane incorrotto per alcuni secoli; ogni anno, nel periodo della sua festa, è lavato con ovatta intrisa di acqua e di vino da distribuire poi ai fedeli ammalati.
Nel 1270, il Beato Alberto Pandoni, Vescovo di Ferrara, a seguito di numerosi miracoli, dà la sua approvazione e il consenso ufficiale alla unanime devozione e culto proclamandola Beata.
Nei primi decenni del 1500, quando il degrado morale, sociale e religioso della città di Ferrara e del casato d’Este è molto grave, il suo corpo si dissolve, permanendo alla venerazione della gente solo le Ossa che, nel 1520, vengono raccolte e riposte in un’urna di ferro posta sopra la Pietra sepolcrale.
Ma ancora i fedeli richiedono alla Comunità monastica la benefica acqua e dopo prolungata preghiera, tra il 1527 e il 1530, ha inizio un fenomeno particolare: lo stillicidio di un liquido dalla parte superiore della lastra tombale. (vedi capitolo proprio dell’acqua)
Il 23 luglio 1774, Papa Clemente XIV, conferma il culto ormai secolare reso alla Beata.
Lungo i secoli, le sue Ossa sono conservate in vari reliquiari, fino a quando nel 1961 in preparazione ai festeggiamenti del VII Centenario della sua morte (1262 -1962), su suggerimento del Cardinale Schuster passato in visita al Monastero, è preparata un’artistica scultura raffigurante la Beata con il viso e le mani d’ argento e posta sotto l’altare della sua Cappella. Da qui la Beata veglia ancora sul suo Monastero e sulla sua città.

u.i.o.g.d.

Visite alla tomba della Beata