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San Benedetto

Vita di San Benedetto

Biografia

Benedetto nasce a Norcia intorno al 480, da agiata famiglia, in periodo storico travagliato da guerre politiche e religiose. Mandato a Roma per gli studi, il suo animo retto lo porta ad allontanarsi dalla grande città per sfuggire all’ambiente moralmente corrotto e alla vita gaudente proposta dai suoi coetanei: quanto vede, gli manifesta ancor più di essere chiamato ad una vita ben diversa, di solitudine con il Signore.
Dopo una breve permanenza presso un sacerdote di Enfide (Affile) tra i monti della Sabina, “sceglie di abitare con se stesso sotto lo sguardo di Dio” e si ritira a vivere come anacoreta in una grotta (Sacro Speco) poco distante da Subiaco. Dopo tre anni, i monaci di un vicino Monastero situato nei pressi di Vicovaro, lo eleggono come loro superiore; ben presto, non potendo adeguarsi al suo rigore e alla sua rettitudine verso il Signore, cercano di avvelenarlo. Benedetto, scoperto l’inganno, decide di ritornare al Sacro Speco.
Ma ormai la sua fama si è diffusa e presto molti discepoli vengono da lui: si affiancano discendenti di famiglie della nobiltà romana, come Mauro e Placido, ma anche gente semplice, come alcuni Goti giunti nella regione con le invasioni barbariche.
Insieme a questi figli desiderosi di mettersi al servizio di Dio, Benedetto lascia la grotta e adatta un fabbricato della villa neroniana “Sublaqueum” (Subiaco) come suo primo Monastero dedicato a San Clemente. Aumentando il numero dei discepoli, fonda altri dodici Monasteri, ognuno con dodici monaci ed un Abate, tutti sotto la sua direzione. (cfr. Storia della Chiesa, IV Dalla morte di Teodosio all’Avvento di San Gregorio Magno (395 – 590), ed. S.I.A.E. – Torino 1972; pag. 746).
Ma tutto è provvidenza: l’ostilità di un prete dei dintorni lo costringe a lasciare Subiaco.
Si stabilisce allora a Montecassino (529), sulla via Latina che conduceva da Roma a Napoli, e qui fonda il celebre Monastero, compone la sua Regola e muore intorno al 547, il 21 marzo.
La traslazione del suo Corpo da Fleury-sur-Loire, nella Francia centrale, a Montecassino ricorre l’11 luglio data che, dal 1969, il Calendario Romano ha fissato come giorno della sua festa.
La sua vita ci è stata tramandata da Gregorio Magno. Nel Secondo libro dei Dialoghi ci riferisce anche episodi della sua vita quotidiana e delle sue virtù; le sue doti di saggezza ed equilibrio si intuiscono dalla Regola monastica che ci ha lasciato.

San Benedetto, ritirato dal mondo, trascorre la sua vita non coinvolto dalla vita politica, ma sempre presente agli eventi della storia. Proprio scrivendo e vivendo la sua Regola, egli inconsapevolmente, ha lasciato una santa eredità di vita spirituale e umana per i suoi fratelli del futuro e ben oltre le frontiere dell’Italia. Questo gli ha riconosciuto il titolo di Padre dell’Europa da parte di Papa Pio XII nel 1947, mentre San Paolo VI nel 1964, proprio a Montecassino, lo ha dichiarato patrono d’Europa.